Una pianta trapiantata:

  1. va innaffiata una volta alla settimana;
  2. anche se piove va innaffiata lo stesso.

Le foglie non vanno bagnate nelle ore più calde.

Quando in primavera e in estate le foglie cominciano a diventare gialle la pianta va in “clorosi” ossia esiste un ristagno idrico dovuto a:

  1. eccessive innaffiature;
  2. terreno poco permeabile;
  3. se in vaso, mancanza di drenaggio dai fori di scolo.

Le piante trapiantate vanno innaffiate regolarmente tutte le settimane sino all’arrivo dell’autunno successivo.

Il secondo anno si dimezzano le irrigazioni poi BASTA innaffiare.

Solo le piante che hanno già attecchito cioè hanno sviluppato le loro capillari godono dell’acqua piovana.

Un buon taglio si effettua sempre 1-2 cm sopra l’ascella fogliare o ad un ramo.

Il periodo potature leggere o invasive è durante la stagione di riposo biologico ossia in autunno ed in inverno, quando le foglie stanno cambiando il colore e cominciano a cadere.

Per potature leggere di riordino o potature a “verde” si possono effettuare anche a primavera inoltrata o ad inizio estate prima che arrivi il caldo.

Per le piante che fioriscono, il periodo migliore per essere potete è sempre dopo la fioritura quindi ogni pianta ha il suo periodo.

Quando si mette a dimora una pianta bisogna:

  1. togliere il vaso dalla pianta;
  2. fare una buca che sia almeno il doppio del vaso in larghezza e profondo una volta e mezzo l’ altezza dello stesso;
  3. rimuovere il terreno sul fondo, mettere del terriccio premere e fare in modo che il piede o base del tronco della pianta rimanga sotto la linea del terreno di almeno 2-3 cm non di più;
  4. miscelare terra e terriccio sul fianco della zolla della pianta, premere leggermente creare un bordo col terreno di risulta largo quanto il buco fatto e riempire d’acqua per completare il tutto, il bordo verrà lasciato per le innaffiature successive.

Il prato per essere bello ha bisogno di aria e luce.

Per ottenere un buon prato occorre:

  1. non far crescere troppo l’erba max 7-8 cm;
  2. non tagliarlo troppo corto min. 2 -3 cm;
  3. annaffiare con periodi e quantità costanti d’acqua;
  4. tra un’irrigazione e l’altra il terreno si deve asciugare;
  5. effettuare almeno una volta all’anno una concimazione con un concime a lenta cessione che rilasci le sostanze nutritive in maniera graduale.

Quando nel prato si nota un accumulo di steli secchi d’erba si dice che si sta infeltrendo, il prato pian piano soffoca.

Quando in un prato c’è troppa umidità di conseguenza scarsa luminosità e scarso ricircolo d’aria si può formare il muschio che dirada fortemente il prato.

Il muschio se non è eccessivo si può combattere con concimi arricchiti di ferro.

Per ripristinare un prato infeltrito e con molto muschio occorre utilizzare un arieggiatore, si tratta di un attrezzo che con dei coltelli estirpa l’erba secca ed il muschio praticando piccoli solchi nel terreno. Successivamente è consigliabile rigenerare il prato con nuovo seme e concime.

E’ consigliabile estirpare le erbe a foglia larga in quanto fanno morire il prato intorno a loro.

Il periodo migliore per seminare il prato è da settembre ad inizio novembre.

Si può seminare anche a primavera ma con risultati più scarsi.

Per rigenerare un prato il periodo autunnale è sempre il migliore in quanto le erbe a foglia larga hanno più difficoltà a germinare.